Luca Ruggeri

Energia, focus, stress: i tre parametri che misurano lo stato reale di un team

Tempo di lettura: 3 min
Energia, focus, stress: i tre parametri che misurano lo stato reale di un team

In azienda il benessere delle persone è quasi sempre una sensazione. Misurarlo con tre parametri lo trasforma in un dato concreto, su cui si può decidere.

Una squadra sportiva professionistica, prima di ogni allenamento, sa già come stanno i suoi atleti: quanto hanno dormito, quanto hanno recuperato, quanto sono carichi quel giorno. Lo misura, ogni mattina, con sensori al polso e sul petto. Nessun preparatore serio manderebbe qualcuno in campo senza sapere a che livello è arrivato.

In azienda succede il contrario. Le persone che il lavoro lo portano avanti entrano ogni mattina, e diamo per scontato che rendano, senza che nessuno sappia davvero a che punto sono quel giorno.

Eppure basterebbe una domanda. Prova a fartela adesso, senza pensarci troppo: da 1 a 10, quanta energia hai in questo momento? Il numero ti è venuto subito. E dice già qualcosa che, fino a un attimo fa, non stavi guardando.

Perché lo stato delle persone — quanta energia mentale hanno, quanto riescono a concentrarsi, quanta tensione si portano dietro — è misurabile esattamente come un margine o un tempo di consegna. Ed è il primo terreno su cui si può davvero intervenire.

È da qui che parte il lavoro di WellnessAziendale®: rendere leggibile ciò che oggi, nella maggior parte delle aziende, si intuisce e basta.

Perché il benessere delle persone resta invisibile


In azienda misuriamo quasi tutto: fatturato, margini, tempi di consegna, difettosità, ore lavorate. Lo stato di chi quei numeri li produce resta invece fuori dai radar, affidato a frasi come "mi sembra che il gruppo sia stanco" o "quest'anno c'è più tensione del solito".

Sono osservazioni utili, e restano osservazioni: cambiano da persona a persona, dipendono dalla giornata di chi le pronuncia, svaniscono nel giro di una settimana. Intanto l'energia, la concentrazione e il livello di stress delle persone continuano a decidere la qualità del lavoro, riunione dopo riunione, mentre nessuno ne tiene il conto.

È il punto esatto in cui il "benessere aziendale" tradizionale si ferma alla superficie. Frutta in mensa, un corso motivazionale una volta l'anno, un abbonamento in palestra: iniziative che possono anche fare piacere, e che restano gesti simbolici finché qualcuno non verifica se, nelle persone, è cambiato qualcosa davvero. La differenza la fa la misura.

I tre parametri che raccontano lo stato di un team

Per rendere leggibile lo stato di una squadra si lavora su tre parametri, ciascuno su una scala da 1 a 10.

Energia
. Quanta carica ha la persona per sostenere il lavoro. Qui mente e corpo sono la stessa cosa: l'energia mentale — la lucidità con cui si pensa e si decide — poggia interamente su quella fisica. Il sonno, la postura tenuta per otto ore, il movimento che manca, i pasti saltati: tutto questo arriva, prima o poi, alla testa. Una persona motivata ma svuotata nel corpo, a metà pomeriggio pensa più lentamente e sbaglia di più. Misurare l'energia significa tenere insieme questi due piani, invece di trattare la mente come se lavorasse staccata dal resto.

Focus. La capacità di restare sul compito e di ragionare con lucidità, soprattutto quando la pressione sale. È ciò che permette di lavorare in profondità sulle cose che contano, invece di rincorrere urgenze e notifiche per l'intera giornata.

Stress. Quanta tensione la persona sente addosso mentre lavora. Fa da contrappeso agli altri due: si può essere carichi e concentrati e, allo stesso tempo, sotto pressione. Osservarlo dice quanto quel ritmo è sostenibile nel tempo.

Tre letture semplici, sulla stessa scala, che messe insieme dicono come sta lavorando davvero una squadra in un momento preciso: molto più di quanto racconti la sensazione di chi la osserva da fuori.

Come si misura: una fotografia prima e dopo

Il metodo è volutamente essenziale, perché deve funzionare in azienda, con persone reali e poco tempo a disposizione.

Una prima rilevazione fotografa il punto di partenza. Da sola vale già molto: mette tutti d'accordo su un dato condiviso, al posto delle opinioni personali. Sapere che l'energia media di un reparto è a 5,6 su 10 è un'informazione con cui si può lavorare; "il reparto mi sembra un po' giù" resta una chiacchiera da corridoio.

Il valore pieno arriva con la seconda misura. Rilevare le stesse persone prima e dopo un intervento trasforma il "credo sia servito" in un numero che chiunque può leggere. È la differenza tra raccontare un risultato e mostrarlo — e, per chi investe sulle persone, tra una spesa e un investimento di cui si vede il ritorno.

Per questo ogni percorso che seguiamo viene misurato prima e dopo. Sempre. È una regola del metodo, non un'opzione.

Un caso concreto: un gruppo di 18 persone

Prendiamo un esempio reale tra quelli documentati. Diciotto persone, una giornata di lavoro strutturato. Energia, focus e stress rilevati a inizio e a fine giornata, con lo stesso questionario e la stessa scala da 1 a 10.

I risultati medi:

Energia: da 5,6 a 7,4, +34%. In crescita per 17 persone su 18.
Focus: da 5,8 a 7,2, +24%. In crescita per 15 persone su 18.
Stress: da 6,1 a 4,6, −24%. In calo per 12 persone su 18.

Il numero è contenuto, ed è normale che lo sia: questo lavoro si fa con squadre raccolte, perché è nella dimensione ravvicinata che funziona davvero. Un campione così va letto per quello che è. Ed è, allo stesso tempo, la rilevazione che si ripete ogni giorno, in azienda dopo azienda: la direzione dei numeri torna con costanza, misurazione dopo misurazione.

Il valore vero, però, sta in come questi numeri nascono. Un dato all'inizio, un dato alla fine, gli stessi parametri per tutti, messi nero su bianco. Chi ha partecipato può rileggerli e ritrovarsi; chi ha commissionato il lavoro può valutarlo su un fatto concreto, più che sul racconto entusiasta di fine giornata. Ripetuta nel tempo, questa fotografia prima-dopo costruisce una base di dati su cui un'azienda può ragionare sul serio.

Dalla misura alla gestione

In ogni azienda esiste una parte del lavoro rimasta a lungo fuori dai conti: lo stato delle persone che lo mandano avanti. Ha sempre fatto la differenza; mancava soltanto il modo di vederlo. Nel momento in cui diventa un dato — tre parametri, una scala, una fotografia prima e dopo — entra tra le cose su cui si può lavorare con metodo, dati alla mano.

È la logica della prima fase del metodo VITA®, la Valutazione: ogni miglioramento che si vuole ottenere, e più ancora dimostrare, va prima reso visibile. Misurare energia, focus e stress è ciò che distingue un investimento sulle persone, di cui si legge il ritorno, da un gesto simbolico di cui, a fine anno, resta difficile dire l'effetto.

È anche il motivo per cui, alle aziende, il primo passo che proponiamo è il più semplice di tutti: una misura. Come farebbe qualsiasi squadra prima di scendere in campo. Tutto il resto comincia da lì.